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Benvenuti a Villa Doria

Benvenuti nel Sito di Villa Doria D'Angri

Il complesso immobiliare compreso tra Via Petrarca e Via Posillipo è una delle più recenti acquisizioni dell'Ateneo, operata grazie al cofinanziamento del MURST. Esso consiste della monumentale Villa Doria d'Angri, costruita nel 1880 su commissione del Principe Marcantonio Doria, e del complesso già sede dell'Istituto Santa Dorotea, i quali insistono su un parco dalla superficie complessiva di oltre 18.000 mq.

Villa Doria d'Angri rappresenta l'espressione dei maggiori artisti ed artigiani dell'epoca e nonostante l'incuria del tempo, conserva ancora moltissimo del suo antico splendore. Sono attualmente in corso di ultimazione i lavori di restauro della Villa, cofinanziati dall'Unione Europea, al termine dei quali il complesso verrà impiegato quale sede di incontri internazionali, attività seminariali ed iniziative culturali di particolare rilievo.


    "...Dalla fabbrica cui si perviene per una rampa in salita, punteggiata di vasi di cotto, va messo in risalto non soltanto lo straordinario degradare a terrazze che lega la struttura alla roccia ed ai rustici muri di sostegno, con rampicanti e giardinetti di palmi ed eucalipti, ma anche il disegno delle logge palladiane su tutti i lati, svolte in forma di pronai opposti; sul fronte a mezzogiorno, la loggia ionica era coronata da un gruppo statuario oggi scomparso". Il Venditti descriveva così la Villa Doria d'Angri.
Tra Posillipo e Via Petrarca di fronte Palazzo Donn'Anna, visibile dalla strada e dal mare è la Villa, splendida. Alla Villa si accede da Via Posillipo e grandiosa fu l'opera di scavo nel tufo in un terreno così impervio: "bisognò tagliare tortuosa e declive la strada nel tufo e sostenerla con muri per renderla sicura e accessibile", come annota il Chiarini.
Villa di delizie del principe Marcantonio Doria, fu costruita tra il 1831 e il 1833, ad opera degli architetti Bartolomeo Grasso, Antonio Francesconi e Guglielmo Bechi e una foltissima schiera di artisti e decoratori. In stile neoclassico fu terminata definitivamente nel 1836 per i lavori di ornamento e di rifinitura.
Costruzione a tratti bizzarra: l'atrio pompeiano, la fontana con i giochi d'acqua, la stanza cinese e sullo sfondo il panorama del Golfo, magnifico, celebravano degnamente la potenza e i fasti del casato e contribuivano al godimento del principe.
Purtroppo attualmente poco resta dell'antico fasto: sono scomparsi i vasi sulle rampe, il camino in marmo realizzato dallo scultore lombardo Beccali, il glace de Paris del gioelliere francese Block, i 14 pezzi di seta dipinti con fiori per la pagoda, 2 divani adorni alla cinese, 14 vasi a testoni di creta cotta e 9 cornucopi e una gran pigna. Non è scomparso, il bellissimo panorama che si gode da ogni stanza della Villa. Visione amena che con probabilità certa ispirò Richard Wagner che qui compose le pagine del Parsifal nel 1880, ospite della famiglia inglese che aveva acquistato la Villa dai Doria. Da allora la sala, dove soggiornò il compositore di Lipsia, è stata denominata sala Wagner.
La pagoda è un'altro degli elementi bizzarri: la copertura rastremata a cornici aguzze dalle quali pendono da grifi dei piccoli campanelli, rappresenta un elemento indicativo per la predilezione di Don Marcantonio per oggetti di gusto orientale.

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